Da Anonimo Scultore Lombardo


Rilievo in scagliola
inizi sec..XV
Tabernacolo devoziona, centro storico, Bologna.
foto M. Cecchetti, 1976.
La Vergine è rappresentata a mezza figura,
col Bambino posto sul lato destro
in atteggiamento semisdraiato.
La Vergine ha il capo scoperto
e i capelli le scendono in ciocche abbondanti sulle spalle,
fino al braccio.
Il Bambino tiene un pomo nella mano sinistra.

Madonna del Melo.
Rilievo in scagliola.
inizi sec. XVI.
Minerbio, Bologna.
(cfr. "restauri")
Per questa immagine non si conosce
un suo eventuale “marmo-originale”,
ma moltissime repliche in terracotta e stucco,
già diffuse dagli inizi del secolo XVI.
Gran parte di queste sono ancora esposte
in tabernacoli devozionali ed anche
quelle conservate in collezioni private o in musei
provengono da esposizione esterna.

Il tipo ha, infatti, larghissima diffusione in esemplari di terracotta
o stucco o altro conglomerato plastico
già dagli inizi del Cinquecento,
dove in alcuni casi gli angoli in alto della composizione
sono riempiti da due lampade pensili;
per una attribuzione del "prototipo" la critica
indirizza la ricerca nell'ambito della cultura plastica
del Rinascimento Lombardo
( v. P
OPE-HENNESSY, Catalogne, 1964 n. 406).

Targa a rilievo in terraccotta ingobbiata e graffita
con policromia a ferraccia e ramina sotto vetrina
Carpi, inizi sec. XVII.
Collezione privata, Correggio.
Nella storia della ceramica devozionale
questo modello plastico ha goduto
di una particolarissima fortuna:

Le prime repliche in ceramica policroma
vengono datate alla fine del secolo XVI
e agli inizi del successivo;
si tratta di bei rilievi in terracotta
rivestita ad ingobbio graffito,
con policromia a ferraccia e ramina
e rivestimento in vetrina,
opera di botteghe carpigiane.
In particolare questi rilievi presentano
belle incorniciature a tempietto, con delfini o draghi nel timpano.


Targa a rilievo in terraccotta ingobbiata ,
con policromia sotto vetrina,
manifattura romagnola,
sec. XVIII, prima metà.
Tabernacolo devozionale Appennino Bolognese.
foto M. Cecchetti, 1979,
Di poco successivi sono gli esemplari
delle fabbriche imolesi,
dove l’incorniciatura è più semplice,
le dimensioni sono un po’ ridotte
e nella figura del Bambino è stata apportata
una variante nella posizione del piede destro,
non più puntato verso l’alto in un movimento
naturalistico e vivace,
ma steso e allineato al profilo della gamba,
secondo un disegno più “di maniera”.


La variante "imolese" ha riscontro i
n una placchetta bronzea rinascimentale
(v. M
OLINIER, Les plaquettes et les medailles,
in La Collection Spitzer,\o\. IV, Paris 1892, p. 144, n. 56).


Le lampade pensili presenti in diversi esemplari
di targhe ceramiche emiliano romanole
possono essere interpretate
compositivamente come una variazione
dei fiocchi presenti nella cartapesta cinquecentesca
del Victoria and Albert Museum.


Targa a rilievo in terraccotta ingobbiata ,
con policromia sotto vetrina,
Manifattura imolese (?)
sec. XVII, seconda metà.
Tabernacolo devozionale Appennino Bolognese.
foto M. Cecchetti, 1979,
Il modello non fu mai abbandonato
dalle fabbriche imolesi e romagnole c
he lo hanno perpetuato fino ai nostri giorni,
portando tutte le possibili varianti
alla forma dell’incorniciatura e nella scelta dei motivi policromi.

Alcuni esemplari esposti in tabernacoli devozionali
hanno dato vita a culti locali
dai quali dipendono riproduzioni a stampa,
con varianti iconografiche
che ritroviamo poi trasmesse in nuove targhe ceramiche.


Targa a rilievo in terraccotta ingobbiata ,
con policromia sotto vetrina,
manifattura romagnola (Cotignola?)
sec. XVIII, prima metà.
Tabernacolo devozionale Appennino Bolognese.
foto M. Cecchetti, 1979,
Per alcuni cenni sulla derivazione iconografica
v. C
ECCHETTI, Derivazione ........, 1977, pp. 62-63.

Targa a rilievo in terraccotta ingobbiata ,
con policromia sotto vetrina,
manifattura romagnola (Cotignola ?)
sec. XVIII, prima metà.
Tabernacolo devozionale Appennino Bolognese.
foto M. Cecchetti, 1979,
 

Questo modello di origine rinascimentale ebbe larghissima diffusione
e molte sono le targhe (in stucco, cartapesta, terracotta e altra ceramica)
con questa immagine venerate
nelle Chiese e Santuari dell’Emilia Romagna.
Presentiamo un elenco, sicuramente incompleto,
che può dare un’ idea di questa grande fortuna devozionale:

Beata Vergine del Battiferro (o dell’Olmo), S. Girolamo dell’Arcoveggio, Bologna
Beata Vergine del Bosco, Alfonsine
Beata Vergine del Fiume, Castel del Rio
Beata Vergine del Melo, Minerbio, Bologna
Beata Vergine dell’Olmo, Budrio
Beata Vergine del Sillaro, Medicina
Beata Vergine degli Ospedalieri, Imola
Beata Vergine della Consolazione, Massalombarda
Beata Vergine della Provvidenza (del Monte della Riva), Misano di Zocca
Beata Vergine della Provvidenza, Piumazzo
Beata Vergine della Misericordia (o delle Stuoie) Lugo
Beata Vergine della Salute degli Infermi (detta “della Coraglia", o “degli Ortolani”), Imola
Beata Vergine della Valle, Bevilacqua di Crevalcore
Beata Vergine della Vita
, della Chiesa di S. Agata, Imola
Beata Vergine della Virginal Maternità, Bologna
Beata Vergine delle Grazie di Alfonsine
Beata Vergine di Malandrone, Bombiana di Gaggio Montano
Beata Vergine di Pietra Mora (S. Maria Gratiarum de Ulmo), Brisighella
Salus Infirmorum, Chiesa dei Ronchi di Mezzolara