B.V. del Bosco

Madonna
del Bosco
di Alfonsine


.

L'immagine della Madonna del Bosco
è una targa ottagonale,
plasticata e policroma, degli inizi del sec. XVIII.
La tradizione devota risale al 10 aprile 1714,
quando un uomo cadde da un albero
nel Bosco degli Spetri di Alfonsine
(dove ora è la Chiesa Parrocchiale),
e su quell'albero venne esposta
un'immagine di Madonna,
come ad evitare altri pericoli.
Attorno a quell'albero e a quell'immagine
sempre più, in seguito,
furono le grazie di guarigione
ottenute dai devoti in preghiera.
La data 1714 è molto probabile che coincida,
o quasi, con quella di fabbricazione
dell'oggetto in ceramica che,
per la particolare incorniciatura
va confrontato
con altre targhe, molto diffuse,
prodotte a Cotignola.

La Vergine è rappresentata a mezza figura,
con il Figlio tra le braccia posto sul lato destro,
ha il capo scoperto e i lunghi capelli le scendono sulle spalle.
Si tratta di una variante settecentesca
del tipo descritto ......

Targa modellata da stampo,
in terracotta ingobbiata,
con policromia sotto vetrina,
manifattura romagnola,
prima metà sec. XVIII.
(coll. priv. Ravenna)

Bibliografia:
1964

A. S
AVIOLI, Per l’iconografia della Madonna del Bosco -
L’ex voto ceramico del Museo di Faenza
,
in Il Santuario della Madonna del Bosco, pp. 48-50, 1 ill.

1976

A. S
AVIOLI, Prime note intorno all’immagine della B.V. del Bosco,
in "La Madonna del Bosco", III, n. 11, 2 ill.
1977
A. S
AVIOLI, Riproduzioni ceramiche della B.V. del Bosco,
in "La Madonna del Bosco", IV, n. 2, 2 ill.
1979
A. SAVIOLI, Per l'iconografia della Madonna del Bosco.
Una maiolica proto-ottocentesca,
in "La Madonna del Bosco", V, n. 10, pp. 10-11; 2 ill.

1980
A. SAVIOLI, Una nuova maiolica della Madonna del Bosco,
in "La Madonna del Bosco", VI, n. 5, 1ill.

1982

A. S
AVIOLI, Genealogia di una targa devozionale
del Museo di Faenza
, in "Faenza", LXIII, nn. 1-2, pp. 24-27, tavv. I-III.

1983

A. S
AVIOLI, L’immagine della Madonna del Bosco
e la sua tradizione iconografica
,
in Il sacro, le opere e i giorni, in "Quaderni Alfonsinesi", n. 10, pp. 11-20, figg. 1-7.

 

Questo modello di origine rinascimentale ebbe larghissima diffusione
e molte sono le targhe (in stucco, cartapesta, terracotta e altra ceramica)
con questa immagine venerate
nelle Chiese e santuari dell’Emilia Romagna.
Presentiamo un elenco, sicuramente incompleto,
che può dare un’ idea di questa grande fortuna devozionale:

Beata Vergine del Battiferro (o dell’Olmo), S. Girolamo dell’Arcoveggio, Bologna;
Beata Vergine del Bosco, Alfonsine;
Beata Vergine del Fiume, Castel del Rio;
Beata Vergine del Melo, Minerbio, Bologna;
Beata Vergine dell’Olmo, Budrio
Beata Vergine del Sillaro, Medicina;
Beata Vergine degli Ospedalieri, Imola;
Beata Vergine della Consolazione, Massalombarda;
Beata Vergine della Provvidenza (del Monte della Riva), Misano di Zocca;
Beata Vergine della Provvidenza, Piumazzo;
Beata Vergine della Misericordia (o delle Stuoie) Lugo;
Beata Vergine della Salute degli Infermi (detta “della Coraglia", o “degli Ortolani”), Imola;
Beata Vergine della Valle, Bevilacqua di Crevalcore;
Beata Vergine della Vita
, della Chiesa di S. Agata, Imola;
Beata Vergine della Virginal Maternità, Bologna;
Beata Vergine delle Grazie di Alfonsine;
Beata Vergine di Malandrone, Bombiana di Gaggio Montano;
Beata Vergine di Pietra Mora (S. Maria Gratiarum de Ulmo), Brisighella;
Salus Infirmorum, Chiesa dei Ronchi di Mezzolara;

 

dal 1874 COOPERATIVA CERAMICA D'IMOLA
produzione attuale di targhe devozionali

 

 La targa proposta dalla Cooperativa Ceramica d'Imola
ripete, sia nella forma, sia nella scelta dei colori,
un modello originale risalente al secolo XVIII.

Lo stampo è di recente acquisizione.