B.V. delle Grazie

B.V.
dell'Olmo

di Budrio
Diocesi di Bologna



Rilievo, ottenuto da stampo,
in cartapesta policroma.
Prima metà sec. XVI .
  La Vergine è rappresentata, a mezza figura,
con il Figlio tra le braccia posto sul lato destro,
ha il capo scoperto e i lunghi capelli le scendono sulle spalle.
Il modello, che ha origine quattrocentesca e viene attribuito
ad un Anonimo Scultore Lombardo, è
riprodotto da quel secolo in esemplari
in terracotta policroma,
cartapesta dorata o semplice scagliola.
(cfr. "Madonna col Bambino"
di anonimo scultore lombardo
)
CENNI STORICI SUL SANTUARIO DELLA B.V. DELL'OLMO
II Santuario dell'Olmo è da quattrocento anni il punto di riferimento
della pietà religiosa di tante generazioni di Budriesi.
In esso è venerata l'immagine della Madonna delle Grazie,
detta dell'Olmo, dal nome del grande albero a cui l'appese nel 1586
un falegname budriese, Lodovico dall'Orto, perché proteggesse
i viandanti che passavano per quelle sperdute contrade.
Si tratta di una cartapesta policroma risalente forse alla
prima metà del Cinquecento, che non ha grandissimo valore artistico,
ma che fin da quel lontano 1586 fu fatta oggetto di una grandissima
devozione popolare, accresciuta continuamente dalle grazie ricevute
da molti fedeli.
Dai signori Vizani, proprietari di quelle terre, venne fatta erigere nel 1589,
accanto all'olmo, una prima cappella, che divenne poi una vera e propria
chiesa terminata nel 1596.
Dal 1603, salvo poche interruzioni, la sacra immagine viene portata dal
Santuario a Budrio, per le Rogazioni, e in questa occasione si può notare come,
anche a distanza di secoli, il culto per la Madonna dell'Olmo sia immutato.
Nel 1655 vi furono solenni celebrazioni nella piazza del paese
per l'incoronazione della Madonna.
Nel 1810 i Budriesi acquistarono il Santuario dai Marchesi de' Buoi,
che lo avevano ereditato agli inizi del Settecento dai loro parenti Vizani; d
a allora essi cominciarono ad abbellire la loro chiesa tanto amata.
Nel 1889, nel III centenario, vennero sostituite le antiche travature
con un soffitto a cassettoni.
Durante la guerra 1939-1945 sia il Santuario che il campanile furono
seriamente danneggiati, ma si dovette giungere fino al 1969 perché
venisse avviato un imponente lavoro di restauro generale della chiesa, d
el campanile e della stessa immagine della Madonna.
Nel 1989, in occasione del IV centenario, sono stati completati i lavori
di restauro all'interno del santuario con il ripristino della muratura a vista
di lesene e delle fasce in rilievo per riportarle all'antico stile, e con il completamento
dell'ancona in legno nella sottostante parete, al centro della quale
è posta l'immagine della Beata Vergine delle Grazie.

(dal pieghevole a stampa con l'immagine della B.V., un inno e preghiera: imprimatur 12 aprile 1989)

 

 

Questo modello di origine rinascimentale ebbe larghissima diffusione
e molte sono le targhe (in stucco, cartapesta, terracotta e altra ceramica)
con questa immagine venerate
nelle Chiese e Santuari dell’Emilia Romagna.
Presentiamo un elenco, sicuramente incompleto,
che può dare un’ idea di questa grande fortuna devozionale:

Beata Vergine del Battiferro (o dell’Olmo), S. Girolamo dell’Arcoveggio, Bologna
Beata Vergine del Bosco, Alfonsine
Beata Vergine del Fiume, Castel del Rio
Beata Vergine del Melo, Minerbio, Bologna
Beata Vergine dell’Olmo, Budrio
Beata Vergine del Sillaro, Medicina
Beata Vergine degli Ospedalieri, Imola
Beata Vergine della Consolazione, Massalombarda
Beata Vergine della Provvidenza (del Monte della Riva), Misano di Zocca
Beata Vergine della Provvidenza, Piumazzo
Beata Vergine della Misericordia (o delle Stuoie) Lugo
Beata Vergine della Salute degli Infermi (detta “della Coraglia", o “degli Ortolani”), Imola
Beata Vergine della Valle, Bevilacqua di Crevalcore;
Beata Vergine della Vita
, della Chiesa di S. Agata, Imola
Beata Vergine della Virginal Maternità, Bologna
Beata Vergine delle Grazie di Alfonsine
Beata Vergine di Malandrone, Bombiana di Gaggio Montano
Beata Vergine di Pietra Mora (S. Maria Gratiarum de Ulmo), Brisighella
Salus Infirmorum, Chiesa dei Ronchi di Mezzolara