. B.V. del Fuoco
di Forlì

e di Faenza

Xilografia originale del secolo XV,
che si venera al santuario di Forlì come
Beata Vergine del Fuoco

Xilografia del secolo XVI
che riproduce l'icone lignea
venerata in S.Domenico a Faenza

I due culti mariani fioriti a Forlì e a Faenza
sotto il titolo “del Fuoco”,
hanno in comune l’origine portentosa;
in entrambi i casi infatti si tratta di immagini della Madonna
ritrovate indenni dopo un incendio devastatore.
La Madonna del Fuoco è a Forlì, Patrona della città,
è una xilografia su carta del sec. XV.
La Madonna del Fuoco di Faenza,
venerata nella chiesa di San Domenico,
è un dipinto su tavola, databile alla metà del sec. XVI.
Ha origine nel 1428 il culto forlivese.
Un secolo e mezzo dopo (1657) nasce quello faentino,
sicuramente legato al problema dell’ iconoclastia luterana,
quasi a voler significare che
mentre gli “eretici” bruciano le immagini sacre,
le immagini dei credenti
fedeli alla Chiesa Romana “non bruciano”,
a testimoniare la “verità” della loro dottrina.

 

 


Targa plasticata da stampo
in terracotta ingobbiata con policromia sotto vetrina
Romagna, sec XIX.
Lo schema delle due figure
sembra più simile al tema faentino,
ma sono presenti i simboli astrali

Tabernacolo devozionale,
Appennino Bolognese.
foto: M.Cecchetti, 1980
.


Targa plasticata da stampo
in terracotta ingobbiata con policromia sotto vetrina
Romagna, sec XIX

Lo schema delle due figure
ripete il tema forlivese,
ma sono assenti i simboli astrali

Collezione privata

Nel tempo, dimenticata ormai ogni suggestione controriformista,
le immagini della Madonna del Fuoco
saranno molto care ai ceramisti
(che col fuoco hanno a che fare quotidianamente).
Essendo i due culti così vicini nel territorio
e così simili nelle origini
è possibile trovare riproduzioni ceramiche
che presentano commistioni nei segni iconografici di denotazione,
compresa la disposizione reciproca delle due figure,
tanto che troviamo la versione forlivese
con il Bambino presentato sia a destra, sia a sinistra dell’ immagine.


targa in terracotta ingobbiata con policromia sotto vetrina,
manifattura romagnola
fine sec. XVIII

ll modello plastico è quello della B.V. del Buon Consiglio,
ma l'elaborazione pittorica,
con l'inserimento delle fiamme,
lo traduce nel tema della B.V. de Fuoco

Tabernacolo devozionale.
Appennino Romagnolo.
foto. M. Cecchetti, 1980.


targa in terracotta ingobbiata con policromia sotto vetrina,
manifattura faentina (Giuseppe Prati?),
seconda metà sec. XVIII.

ll modello plastico è quello della B.V. del Buon Consiglio,
ma l'elaborazione pittorica,
con l'inserimento delle fiamme
e dei simboli astrali
lo traduce nel tema della B.V. del Fuoco di Forlì
Collezione Luciano Ghedini, Bologna.

Va tenuto conto inoltre che, sempre in territorio romagnolo, accanto a questi due principali,
si affiancano altri culti, minori per importanza e da loro derivati,
con altre immagini mariane dette “del Fuoco”.
I simboli astrali del sole e della luna, posti ai lati della Vergine,
indicano in modo inequivocabile il riferimento alla Madonna di Forlì.
La Madonna del Fuoco di Faenza si riconosce invece
per il muro di mattoni, avvolto da fiamme,
che fa da cornice all’immagine nelle stampe e nelle ceramiche più antiche.
Il confronto fra ceramiche e riproduzioni a stampa
permette infine di riconoscere l’evoluzione parallela
delle varie formule iconografiche principali.


Targa plasticata da stampo
in terracotta ingobbiata con policromia sotto vetrina
Romagna, sec XIX

Lo schema delle due figure
ripete il tema forlivese in controparte,
ma sono assenti i simboli astrali

Collezione privata
targa in maiolica policroma, Romagna, datata 1790, collezione privata
Targa in maiolica policroma
manifattura romagnola
datata 1790
L'immagine ripete anche nella incorniciatura
una xilografia molto diffusa della B.V. di Forlì.
Collezione privata

Bibliografia:
1982
, A. S
AVIOLI, Maioliche della Madonna del Fuoco nelle due versioni forlivese e faentina,
in "Rumâgna", VI (1979-1980), pp. 37-44, figg. 1-6.

1988, L. PRATI, Testimonianze della pietà popolare: targhe devozionali, in Presenza religiosa nell’arte forlivese,
catalogo della Mostra, Forlì 1986, a cura di V. M
EZZOMONACO, Forlì, pp. 137-151, ill.

1990, A. SAVIOLI, Due maioliche della "Madonna del Fuoco",
in "Faenza", LXXVI, n. 3-4, pp. 121-125, tavv. XXXVII, XXXVIII.

 

 

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