Il culto della Beata
Vergine delle Grazie di Faenza ha origine nel
1412,
quando la Madonna rispose alle preghiere
della nobile faentina Giovanna apparendole,
"con le frecce rotte e scavezzate, tenendone
tre per ciascuna mano",
e assicurandole che il castigo della peste
avrebbe presto liberato Faenza.
La prima grande diffusione delle targhe ceramiche
fu, anche in
Faenza, tra il terzo e quarto decennio del secolo
XVII,
attorno agli anni della peste "manzoniana".
Molte
volte, ancora poi, la città di Faenza si è
rivolta alla B. V. delle Grazie,
in occasione di pestilenze e contagi, ma
soprattutto in occasione dei terremoti.
Furono offerte alla Vergine le chiavi della città
(1781: "terremoto grande");
furono esposti grandi rilievi in terracotta sulle
porte delle mura di cinta
(1835: "coleras morbus");
ma, soprattutto, ogni famiglia faentina ha
chiesto protezione
esponendo una targa con l'immagine devota sulla
porta di casa.
Quasi
ogni porta di Faenza ancora oggi è
contrassegnata
da un' immagine della Beata Vergine delle Grazie.
Le più popolari sono a rilievo, modellate da
stampo,
in semplice terracotta, o in maiolica,
o ad ingobbio con policromia sotto vetrina.
Le più antiche risalgono alla fine del '500.
Molti e bellissimi sono gli esemplari dipinti su
lastra piana
dei vari maestri pittori che lavorarono nelle
botteghe ceramiche faentine
"dagli Accarisi ai Ferniani"...
e dintorni.
Questa
pagina raccoglie alcuni esemplari,
al fine di sottolineare la centralità
del tema iconografico della B. V. delle Grazie
nella storia della ceramica faentina,
ricordando però che altri, e ben più importanti
e significativi,
sono stati gli studi, le pubblicazioni e le
mostre dedicate a questo tema.
In particolare GAETANO BALLARDINI nel 1932
pubblicò una accurata raccolta di esemplari,
scelti nelle varie tipologie iconografiche e
ceramiche:
L'omaggio dei ceramisti alla Beata Vergine
delle Grazie di Faenza.
Successivamente gli studi che, nel corso della
sua ricca attività critica,
Mons.ANTONIO SAVIOLI ha dedicato a questo
tema prediletto,
portarono ad una classificazione più analitica
dei tipi
ed ad una più profonda interpretazione
iconologica.
Qui ricordiamo solo che la costante iconografica
è costituita dalla duplice terna di frecce nelle
mani della Vergine,
spezzate e con la punta in basso.
Esse traducono il seguente dato: Maria SS.
Mediatrice del genere umano
spezza il corso degli eventi negativi, ottenendo
da Dio pietà per il suo popolo.
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