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Da Benedetto da Maiano
Madonna col Bambino e San Giovannino

 


Rilievo in stucco.
Replica da Benedetto da Maiano.
Victoria and Albert Museum, Londra.


Targa a rilievo, modellata da stampo
in terracotta ingobbiata e graffita,
con policromia in ferraccia e ramina sotto vetrina.
Manifattura imolese,
inizi sec. XVII.
Tabernacolo devozionale, campagna imolese.
Foto M. Cecchetti, 1982.

 

 


Beata Vergine del Rosario
di Borgo Tossignano


Targa a rilievo, modellata da stampo
in terracotta ingobbiata e graffita,
con policromia in ferraccia e ramina sotto vetrina.
Manifattura imolese.
Datata "1621"

la Vergine è rappresentata a mezza figura
e porta il Bambino semisdraiato sulle ginocchia,
rivolto verso sinistra a dialogare con S. Giovannino.
La Vergine tiene il capo reclinato
in modo da sfiorare con la guancia quello del Figlio.
Il Bambino ha la mano destra sollevata in gesto benedicente.
San Giovannino, la cui figura entra solo a mezzo busto nella composizione,
ha le braccia incrociate sul petto
e guarda verso il Bambino.
Di questo rilievo attribuito a Benedetto da Maiano
non se ne conosce l'eventuale originale in marmo,
ma solo esemplari in terracotta,
per alcuni dei quali, policromi, dorati e riccamente incorniciati,
non si esclude la provenienza diretta dalla bottega del maestro.
Del medesimo modello si conoscono
poche traduzioni cinquecentesche in maiolica ,
di produzione non chiarita.
Cinquecentesca è, ad esempio, una targa al Museo del Louvre,
dipinta su lastra piana con un'immagine
i Madonna col Bambino che,
pur escludendo la figura di S. Giovannino,
appare con l'esatto disegno della nostra composizione a rilievo
(G
IACOMOTTI, Les Majoliques, 1974, scheda n. 15)
Sicuramente imolesi sono invece
le uniche due traduzioni in ceramica graffita secentesche a noi note
(la Madonna di Borgo Tossignano
e un esemplare in tabernacolo devozionale nei pressi di Imola):
Queste sono targhe scontornate lungo il profilo delle figure,
trattate con quel graffito "astratto" e sensitivo c
he sigla la definitiva appropriazione dell'immagine
da parte della cultura popolare romagnola
La presenza di tale modello in Romagna
è tuttavia possibile già dal Cinquecento,
come si può ipotizzare dato che un superstite esemplare in stucco
era esposto fino a pochi decenni or sono
in un tabernacolo devozionale nel centro storico di Faenza.
La storia di questo tema iconografico
è un problema abbastanza complesso
in quanto la medesima immagine appare
in alcuni dipinti attribuiti a Bartolomeo di Maestro Gentile:
1) Madonna col Bambino, già nella Chiesa di S. Agostino a Pesaro,
poi al Museo di Lillà (dat. 1497);
2) Madonna col Bambino e Santi,
Chiesa di S. Sebastiano a Monteciccardo, Pesaro;
3) Madonna col Bambino e Santi, Museo di Budapest (dat. 1488);
v. R. Van M
ARLE, Giovanni Santi, Bartolomeo di Maestro Gentile
ed Evangelista di Pian di Meleto
, in "Bollettino d'Arte",
XXVI (1933), pp. 493-503, figg. 3, 4, 8.
Per precedenti attribuzioni a Giovanni Santi e
ad Evangelista di Pian di Meleto
v. A. V
ENTURI, Storia dell'Arte Italiana, vol. VII,
La pittura del
Quattrocento, parte II, Milano 1913, p. 190, fig. 152.
Per la derivazione delle ceramiche da Benedetto da Maiano:

1977
M. CECCHETTI, Derivazione e autonomia nella produzione
ceramica devozionale emiliano-romagnola
(spunti di analisi iconografica)
, pp. 53-87, figg. 1-52,
in Ceramiche devozionali in Emilia-Romagna -
Religione arte e classi subalterne.
Materiali per una analisi critica
, Bologna.
(con studi di: A. ARDIGO', Oggetti devozionali,
simboli culturali e soggettività
;
A. EMILIANI, Per una organizzazione dello spazio e del tempo -
Le immagini del patrimonio minore
;
P. GUIDOTTI, Un rapporto dialettico: arte "popolare" e arte "colta"
- Elementi per una analisi del fenomeno religioso popolare
;
A. NESTI, Simbolismo e classi subalterne;
L. PEDRAZZI, Ceramiche devozionali, sistema di comunicazioni,
sistema sociale.

1982
M. CECCHETTI, Il catalogo delle targhe devozionali emiliano-romagnole,
in "Faenza", LXVIII, nn. 5-6, pp. 328-332, tavv. XCVII-CIII.

1984
M. CECCHETTI, Targhe devozionali dell’Emilia Romagna,
Cinisello Balsamo
(Catalogo delle raccolte del Museo Internazionale
delle Ceramiche in Faenza, n.1).