S. Maria Gratiarum de Ulmo

B.V.
di Pietra Mora

Brisighella




Lit. Artistiche Faentine
(raccolta privata, Ravenna)

La Vergine è rappresentata, a mezza figura,
con il Figlio tra le braccia posto sul lato destro,
ha il capo scoperto e i lunghi capelli
le scendono sulle spalle.
Il modello, che ha origine rinascimentale
e viene attribuito
ad un anonimo scultore lombardo,
è riprodotto da quel secolo in esemplari
in terracotta policroma,
cartapesta dorata o semplice scagliola.
(cfr. "Madonna col Bambino"
di anonimo scultore lombardo
)

L'immagine di Pietra Mora è
un rilievo, in scagliola, ottenuto da stampo,
Possibile opera di plasticatore emiliano,
fine sec. XVI.

In particolare, riproduce l'immagine della
Madonna dell'Olmodi Budrio
Un rilievo canalogo si venera nel
Santuario dei Ronchi di Mezzolara

 

 

 

 

 

 

 

La Madonna delle Grazie
venerata nella chiesa di Pietramora (Brisighella)

(da: "Il Piccolo" 12 giugno 1987)
Nella chiesa arcipretale di S. Barbara in Scanno, sul monte di Pietramora,
tra le valli del Marzeno e della Samoggia, a poca distanza dall'antico confine tra
lo Stato Pontificio ed il Granducato di Toscana, si venera un antico quadretto
di scagliola a rilievo rappresentante la B.Vergine seduta col Santo Bambino in braccio.
La veste ed il manto sono colorati in rosso e giallo.
In basso si legge la scritta: S. MARIA GRATIARUM DE ULMO /
BUTRII IN PRAEDIUM D.D. VIZANIORUM - 1589.
(S. Maria delle Grazie dell'Olmo (venerata) in Budrio nelle terre dei signori Vizani).
La targa proviene da Budrio, nel bolognese, dove, in un piccolo santuario campestre,
è venerata un'immagine della Madonna in stucco, posta prima su di un olmo,
poi trasportata nella chiesa costruita nel 1589 dai signori Viziani proprietari di quelle terre.
Il piccolo quadretto portato da una persona devota al monte della Pietra fu posto
in un primo tempo sul monte Lodolone, ma venne presto portato nella chiesa arcipretale.
La venerazione per quell'immagine si sparse presto nei dintorni, perché in una relazione
di un processo per infanticidio, celebrato a Brisighella nel 1609, si ha notizia della nuova devozione.
La sventurata madre si sentì costretta a confessare il suo delitto e a chiederne pubblicamente
perdono nel santuario della Pietramora, dove si era recata in pellegrinaggio.
Nel 1856 l'arciprete di allora scrive in una relazione, ora nell'Archivio Vescovile;
"Queste sacra Imagine è di gesso e l'ho ritrovata entro una piccola e sottolissima cassettina di legno;
l'immagine è rotta in due parti legata con refe e piena di fori fattile con spilli e piccole punte di ferro,
che le tenevano sospese anelle similoro, perle e gemme false ossia di vetro, quali ho appeso al sacro
altare per cui la Beata Vegine in circostanze massime di processione è rimasta corrosa e logora,
in guisa che, lasciandole appese come pel passato, si sarebbe perduta coll'andare del tempo".
Due corone metalliche sono poste sul capo della Madonna e del Bambino Ges
Le processioni ricordate nel documento si tenevano nei periodi di grande siccità, per chiedere
la pioggia per le campagne e vi partecipavano i coloni accorsi anche da zone lontane.
I devoti salivano al Santua-rio portando l'ombrello, perché spesso la processione,
nella quale la santa immagine era portata sul monte Lodolone, finiva sotto la pioggia.
I paramenti usati dai sacerdoti per la sacra funzione hanno i colori slavati dall'acqua.
L'immagine mariana posta sull'altare maggiore della chiesa durante i restauri degli anni trenta
è stata ricollocata nella sua cappella abbellita e decorata di ceramiche e vetrate istoriate.
Pubblichiamo una versione ottocentesca dell'immagine che la riproduce contornata
dai frutti dei campi e porta alle spalle della Beata Vergine il caratteristico profilo
a schiena d'asino del monte della Pietramora.

M.M.C.

Questo modello di origine rinascimentale ebbe larghissima diffusione
e molte sono le targhe (in stucco, cartapesta, terracotta e altra ceramica)
con questa immagine venerate
nelle Chiese e Santuari dell’Emilia Romagna.
Presentiamo un elenco, sicuramente incompleto,
che può dare un’ idea di questa grande fortuna devozionale:

Beata Vergine del Battiferro (o dell’Olmo), S. Girolamo dell’Arcoveggio, Bologna
Beata Vergine del Bosco, Alfonsine
Beata Vergine del Fiume, Castel del Rio
Beata Vergine del Melo, Minerbio, Bologna;
Beata Vergine dell’Olmo, Budrio
Beata Vergine del Sillaro, Medicina
Beata Vergine degli Ospedalieri, Imola
Beata Vergine della Consolazione, Massalombarda
Beata Vergine della Provvidenza (del Monte della Riva), Misano di Zocca
Beata Vergine della Provvidenza, Piumazzo
Beata Vergine della Misericordia (o delle Stuoie) Lugo
Beata Vergine della Salute degli Infermi (detta “della Coraglia", o “degli Ortolani”), Imola
Beata Vergine della Valle, Bevilacqua di Crevalcore
Beata Vergine della Vita
, della Chiesa di S. Agata, Imola
Beata Vergine della Virginal Maternità, Bologna
Beata Vergine delle Grazie di Alfonsine
Beata Vergine di Malandrone, Bombiana di Gaggio Montano
Beata Vergine di Pietra Mora (S. Maria Gratiarum de Ulmo), Brisighella
Salus Infirmorum, Chiesa dei Ronchi di Mezzolara