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Riportiamo
integralmente un testo che ha la spontanea vivacità
narrativa di un ex voto, tratto dal |
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Cenni storici
intorno al vecchio oratorio della B.V. della Provvidenza - CULTO DELL'IMMAGINE. Sino al 1817 l immagine miracolosa della B. V. della Provvidenza fu appesa ad un robusto e vegeto olmo piantato sullangolo formato dalla biforcazione della via che conduce al Porretto.NellArchivio parrocchiale si conserva un pezzo di detto olmo, ed alcuni chicchi duva, staccati dalla vite che si attorcigliava attorno allolmo, il 17 luglio 1817, giorno che avvenne la miracolosa guarigione di certa Landuzzi Annunziata, guarita prodigiosamente da febbri reumatiche che la avevano inchiodata al letto. La fama di questa guarigione accrebbe grandemente il culto e fece aumentare il numero dei fedeli che alla S. Vergine si rivolgono per avere sollievo dai loro mali. La ininterrotta frequenza di divoti a pregare dinanzi alla miracolosa Immagine suscitò le ire dei cattivi: un mattino la venerata Immagine fu trovata spezzata al suolo. I vari pezzi furono raccolti divotamente e fatti connettere assieme da un perito della arte - EREZIONE DELLORATORIO Per evitare che in avvenire non avesse a ripetersi n tanto deplorevole e sacrilego sfregio si pensò di erigere un Oratorio. Il vecchi Oratorio fu eretto con oblazioni di divoti nellanno 1817 e venne solennemente benedetto il 21 Dicembre di detto anno. Da allora vemme fatto meta di numerosi e divoti pellegrini, delle Parrocchie vicine e lontane. - PELLEGRINAGGI La parrocchia delle Budrie moveva ogni anno processionalmente dalla propria Chiesa parrocchiale e con tutta solennità si portava allOratorio della Provvidenza portando libbre di cera che doveva essere bruciata dinanzi allImmagine sacra. Così faceva pure Bazzano ed altre parrocchie. Tali pellegrinaggi ebbero la durata di un ventennio circa. In seguito non si ebbero pellegrinaggi solenni ma continuarono quelli singoli. Anche oggi molti sono quelli che dalle parrocchie vicine e lontane, isolatamente e in gruppi, vengono a pregare dinanzi alla Madonna della Provvidenza, specialmente nei sabbati del mese di Maggio. Mai invano hanno pregato i divoti di Maria dinanzi allImmagine chi si venera qui fra noi sotto il titolo specioso di Madre della Provvidenza. Sono testimoni delle grazie ricevute i mille voti dei quali ben presto si coprirono le pareti dellOratorio. Si ammirano catene, crocette, anelli e orecchini di oro, corone di madreperla, collane di ingranata, cuori e medaglie dargento, ed altro che i graziati portavano in regalo alla Madre della Provvidenza in attestato di grazie e favori ricevuti. |
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FURTI
SACRILEGHI Lo scintillare di tanti oggetti doro e dargento mossero le ingorde brame di malviventi che più volte tentarono dimpossessarsene. Il primo furto sacrilego avvenne nella notte del 23 maggio 1818. Un malvagio, in quella notte, scassinate le porte dingresso dellOratorio, involò tutto quanto trovò di prezioso. Altri furti si susseguirono di frequente fino al 1872, nel quale anno venne tentato il rapimento della prodigiosa Immagine. Nella notte del 12c Giugno 1872 un disgraziato, mosso da odio diabolico e da infernale invidia pel culto che riscuoteva la Sacra Immagine, aprì con chiave falsa luscio della Sacrestia, ed entrò nellOratorio con lintento di involare loggetto della venerazione dei Piumazzesi e dei parrocchiani vicini. Già il disgraziato era salito sullaltare ed aveva staccata dalla parete lImmagine sacra, quando al di fuori si scatenò un furioso e terribile temporale. Allimprovviso bagliore dei lampi, allo scrosciare tremendo dei fulmini, al forte rombo dei tuoni, il sacrilego rimase atterrito e, spaventato, interruppe la triste impresa, abbandonando sullaltare limmagine sacra e saccinse a fuggire. Il sacrestano, svegliatosi tosto al rumoreggiare del tuono, si portò allOratorio, e giunto alluscio di sacrestia saccorse con sorpresa cera aperto, intuendo che allinterno vi era un ladro, chiuse in tutta fretta luscio e diede lallarme. Il popolo allimprovviso scatenarsi del temporale vi riconobbe una disposizione speciale della divina Provvidenza e protezione della sua cara Madonna e aumentò il suo divoto attaccamento alla sacra Immagine. FURTO DELLA SACRA IMMAGINE Più fortunato nella sua malvagità fu però il ladro che nella notte dal 4 al 5 dicembre 1978 si introdusse nellOratorio per rapire la Sacra Immagine. Il sacrilego potè trafugarla e la nascose. Per un momento tutta Piumazzo tremò di angoscia nella tema di aver perduto per sempre il suo glorioso palladio, loggetto suo più caro e venerato, lo strumento dei celestiali favori, il suo presidio. La mattina del 5 Dicembre 1878 quando il sacrestano Antonio Vignali si portò all'Oratorio pel suono dell'Ave Maria mattutina, s'accorse con strazio che era stata rubata nella notte la sacra Immagine, e subito diede l'allarme. Del sacrilego rapimeto ne fu subito avvertito l'arciprete. allora don Vincenzo Salvardi, che, udita la dolorosa notizia, indisse subito una funzione riparatrice. Passarono alcuni giorni dal di del rapimento, quando l'ultimo giorno del Triduo, la mattina dell'11 Dicembre, un calzolaio certo Marinelli Luigi, che portavasi di buon ora presso una famiglia di contadini pel suo lavoro, nel passare presso la fornace che allora esisteva all'imbocco di via Belfiore, a circa duecento metri dall'Oratorio, scorse una tavoletta addossata al terrapieno della fornace e gli sembrò di ravvisarla per il retro dell'immagine rubata. Giulivo e insieme pieno di riverente tremito si accostò. osservò dall'altro lato e proprio vide che era l'Immagine rubata. Compiute le verifiche di legge, l' Arciprete prese l'immagine e al canto de Magnificat seguito da una sterminata fiumana di popolo, nonostante l'infuriare di invernale bufera, al suono giulivo dei sacri bronzi e della banda musicale paesana, ritornò al suo oratorio la divota Immagine, e ripostala sull'altare intonò l'inno di ringraziamento Te Deum. - EREZIONE DELLA CASA CANONICA Perché non si verificassero più simili furti ed altri attentati, a salvaguardia dell'Immagine, si pensò di edificare contigua all'oratorio una Casa pel Sacerdote Custode. Ideatore ne fu il signor Matteo Aureli. Col suo impulso e col concorso di genereose persone in pochi mesi la casa venne condotta a termine, nell'estate 1882. |
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