B.V. della Provvidenza

B.V.
di Piumazzo

L'immagine della
Madonna della Provvidenza di Piumazzo
è una targa ceramica, modellata da stampo,
caratterizzata da una cornice ottagonale,
e da una testa di cherubino che sorreggere
le due figure principali.
E' atrribuibile a bottega romagnola.
Probabilmente risale
alla prima metà del sec. XVIII.
.

La Vergine è rappresentata, a mezza figura,
con il Figlio tra le braccia posto sul lato destro,
ha il capo scoperto e i lunghi capelli
le scendono sulle spalle.
Il modello, che ha origine rinascimentale
e viene attribuito
ad un Anonimo Scultore Lombardo,
è riprodotto da quel secolo in esemplari
in terracotta policroma,
cartapesta dorata o semplice scagliola.

(cfr. "Madonna col Bambino"
di anonimo scultore lombardo
)

 

Riportiamo integralmente un testo che ha la spontanea vivacità narrativa di un ex voto, tratto dal
"NUMERO UNICO - 25 Marzo 1931 "
"(offerta L.1)"
Benedizione Solenne della nuova Chiesa della B.V. della Provvidenza in Piumazzo

Cenni storici intorno al vecchio oratorio della B.V. della Provvidenza
- CULTO DELL'IMMAGINE.
Sino al 1817 l’ immagine miracolosa della B. V. della Provvidenza fu appesa ad un robusto e vegeto olmo piantato sull’angolo formato dalla biforcazione della via che conduce al Porretto.Nell’Archivio parrocchiale si conserva un pezzo di detto olmo, ed alcuni chicchi d’uva, staccati dalla vite che si attorcigliava attorno all’olmo, il 17 luglio 1817, giorno che avvenne la miracolosa guarigione di certa Landuzzi Annunziata, guarita prodigiosamente da febbri reumatiche che la avevano inchiodata al letto.
La fama di questa guarigione accrebbe grandemente il culto e fece aumentare il numero dei fedeli che alla S. Vergine si rivolgono per avere sollievo dai loro mali.
La ininterrotta frequenza di divoti a pregare dinanzi alla miracolosa Immagine suscitò le ire dei cattivi: un mattino la venerata Immagine fu trovata spezzata al suolo. I vari pezzi furono raccolti divotamente e fatti connettere assieme da un perito della arte

- EREZIONE DELL’ORATORIO
Per evitare che in avvenire non avesse a ripetersi n tanto deplorevole e sacrilego sfregio si pensò di erigere un Oratorio.
Il vecchi Oratorio fu eretto con oblazioni di divoti nell’anno 1817 e venne solennemente benedetto il 21 Dicembre di detto anno. Da allora vemme fatto meta di numerosi e divoti pellegrini, delle Parrocchie vicine e lontane.

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PELLEGRINAGGI
La parrocchia delle Budrie moveva ogni anno processionalmente dalla propria Chiesa parrocchiale e con tutta solennità si portava all’Oratorio della Provvidenza portando libbre di cera che doveva essere bruciata dinanzi all’Immagine sacra. Così faceva pure Bazzano ed altre parrocchie.
Tali pellegrinaggi ebbero la durata di un ventennio circa. In seguito non si ebbero pellegrinaggi solenni ma continuarono quelli singoli.
Anche oggi molti sono quelli che dalle parrocchie vicine e lontane, isolatamente e in gruppi, vengono a pregare dinanzi alla Madonna della Provvidenza, specialmente nei sabbati del mese di Maggio.
Mai invano hanno pregato i divoti di Maria dinanzi all’Immagine chi si venera qui fra noi sotto il titolo specioso di Madre della Provvidenza. Sono testimoni delle grazie ricevute i mille voti dei quali ben presto si coprirono le pareti dell’Oratorio. Si ammirano catene, crocette, anelli e orecchini di oro, corone di madreperla, collane di ingranata, cuori e medaglie d’argento, ed altro che i graziati portavano in regalo alla Madre della Provvidenza in attestato di grazie e favori ricevuti.

-

FURTI SACRILEGHI
Lo scintillare di tanti oggetti d’oro e d’argento mossero le ingorde brame di malviventi che più volte tentarono d’impossessarsene.
Il primo furto sacrilego avvenne nella notte del 23 maggio 1818. Un malvagio, in quella notte, scassinate le porte d’ingresso dell’Oratorio, involò tutto quanto trovò di prezioso. Altri furti si susseguirono di frequente fino al 1872, nel quale anno venne tentato il rapimento della prodigiosa Immagine.
Nella notte del 12c Giugno 1872 un disgraziato, mosso da odio diabolico e da infernale invidia pel culto che riscuoteva la Sacra Immagine, aprì con chiave falsa l’uscio della Sacrestia, ed entrò nell’Oratorio con l’intento di involare l’oggetto della venerazione dei Piumazzesi e dei parrocchiani vicini. Già il disgraziato era salito sull’altare ed aveva staccata dalla parete l’Immagine sacra, quando al di fuori si scatenò un furioso e terribile temporale.
All’improvviso bagliore dei lampi, allo scrosciare tremendo dei fulmini, al forte rombo dei tuoni, il sacrilego rimase atterrito e, spaventato, interruppe la triste impresa, abbandonando sull’altare l’immagine sacra e s’accinse a fuggire.
Il sacrestano, svegliatosi tosto al rumoreggiare del tuono, si portò all’Oratorio, e giunto all’uscio di sacrestia s’accorse con sorpresa c’era aperto, intuendo che all’interno vi era un ladro, chiuse in tutta fretta l’uscio e diede l’allarme.
Il popolo all’improvviso scatenarsi del temporale vi riconobbe una disposizione speciale della divina Provvidenza e protezione della sua cara Madonna e aumentò il suo divoto attaccamento alla sacra Immagine.
FURTO DELLA SACRA IMMAGINE
Più fortunato nella sua malvagità fu però il ladro che nella notte dal 4 al 5 dicembre 1978 si introdusse nell’Oratorio per rapire la Sacra Immagine. Il sacrilego potè trafugarla e la nascose.
Per un momento tutta Piumazzo tremò di angoscia nella tema di aver perduto per sempre il suo glorioso palladio, l’oggetto suo più caro e venerato, lo strumento dei celestiali favori, il suo presidio.
La mattina del 5 Dicembre 1878 quando il sacrestano Antonio Vignali si portò all'Oratorio pel suono dell'Ave Maria mattutina, s'accorse con strazio che era stata rubata nella notte la sacra Immagine, e subito diede l'allarme.
Del sacrilego rapimeto ne fu subito avvertito l'arciprete. allora don Vincenzo Salvardi, che, udita la dolorosa notizia, indisse subito una funzione riparatrice.
Passarono alcuni giorni dal di del rapimento, quando l'ultimo giorno del Triduo, la mattina dell'11 Dicembre, un calzolaio certo Marinelli Luigi, che portavasi di buon ora presso una famiglia di contadini pel suo lavoro, nel passare presso la fornace che allora esisteva all'imbocco di via Belfiore, a circa duecento metri dall'Oratorio, scorse una tavoletta addossata al terrapieno della fornace e gli sembrò di ravvisarla per il retro dell'immagine rubata. Giulivo e insieme pieno di riverente tremito si accostò. osservò dall'altro lato e proprio vide che era l'Immagine rubata.
Compiute le verifiche di legge, l' Arciprete prese l'immagine e al canto de Magnificat seguito da una sterminata fiumana di popolo, nonostante l'infuriare di invernale bufera, al suono giulivo dei sacri bronzi e della banda musicale paesana, ritornò al suo oratorio la divota Immagine, e ripostala sull'altare intonò l'inno di ringraziamento Te Deum.
- EREZIONE DELLA CASA CANONICA
Perché non si verificassero più simili furti ed altri attentati, a salvaguardia dell'Immagine, si pensò di edificare contigua all'oratorio una Casa pel Sacerdote Custode. Ideatore ne fu il signor Matteo Aureli. Col suo impulso e col concorso di genereose persone in pochi mesi la casa venne condotta a termine, nell'estate 1882.
 

Questo modello di origine rinascimentale ebbe larghissima diffusione
e molte sono le targhe (in stucco, cartapesta, terracotta e altra ceramica)
con questa immagine venerate
nelle Chiese e santuari dell’Emilia Romagna.
Presentiamo un elenco, sicuramente incompleto,
che può dare un’ idea di questa grande fortuna devozionale:

Beata Vergine del Battiferro (o dell’Olmo), S. Girolamo dell’Arcoveggio, Bologna;
Beata Vergine del Bosco, Alfonsine;
Beata Vergine del Fiume, Castel del Rio;
Beata Vergine del Melo, Minerbio, Bologna;
Beata Vergine dell’Olmo, Budrio
Beata Vergine del Sillaro, Medicina;
Beata Vergine degli Ospedalieri, Imola;
Beata Vergine della Consolazione, Massalombarda;
Beata Vergine della Provvidenza (del Monte della Riva), Misano di Zocca;
Beata Vergine della Provvidenza, Piumazzo;
Beata Vergine della Misericordia (o delle Stuoie) Lugo;
Beata Vergine della Salute degli Infermi (detta “della Coraglia", o “degli Ortolani”), Imola;
Beata Vergine della Valle, Bevilacqua di Crevalcore;
Beata Vergine della Vita
, della Chiesa di S. Agata, Imola;
Beata Vergine della Virginal Maternità, Bologna;
Beata Vergine delle Grazie di Alfonsine;
Beata Vergine di Malandrone, Bombiana di Gaggio Montano;
Beata Vergine di Pietra Mora (S. Maria Gratiarum de Ulmo), Brisighella;
Salus Infirmorum, Chiesa dei Ronchi di Mezzolara;