targhe, mattonelle, acquasantiere, piccole sculture

 


La soglia di casa.

- Alla prima rampa di scale. -

- Nelle murature d’angolo.

I tabernacoli arborei.

I tabernacoli a frontale.

I tabernacoli lignei.

I passi.

I ponti.

Nei giardini.

Piccoli edifici a servizio agricolo

Pozzi e fontane.

Stalle e fienili

Maestà.

Nicchie

Pilastrini.

Lungo i labirinti della topografia accidentata che l’uomo affronta nel quotidiano cammino ad ogni variazione di percorso, ad ogni bivio, ad ogni passaggio, o ponte, o guado, ad ogni confine o soglia, egli è costretto a compiere una scelta, un passo determinante, ed è lì che, a tratti, affiora la labile coscienza di procedere di pari passo verso una meta “altra” a lui destinata. E’ come se questi luoghi per una qualche loro misteriosa proprietà “liminale” costringessero l’uomo a porsi interrogativi sull’ultima meta del suo pellegrinaggio terreno.
E’
forse da questa infinitesimale pulsione escatologica che nasce l’uso di esporre immagini sacre lungo le vie, a proteggere chi deve affrontare quei passaggi, quasi fosse una esigenza che nasce da impulsi religiosi profondi, forse comuni a tutta l’umanità.
I
n particolare in Emilia - Romagna, dove ha tratto alimento dal pensiero religioso cristiano, questa tradizione ha avuto per più di cinque secoli (dal ‘400 ad oggi) un carattere particolarmente ricco di implicazioni sociali e di significazioni religiose, in gran parte legate alla qualità oggettuale propria delle immagini sacre esposte: le targhe devozionali in ceramica.

Sopra, accanto, di fronte, in mezzo...Ogni avverbio e preposizione di luogo corrisponde ad un possibile luogo segnalato da una ceramica devozionale, relativamente ai nodi topologici che in concreto sono i “topoi” del vivere quotidiano: il letto, il desco, il focolare: A questi si aggiungono le soglie di casa, perenni diaframmi tesi fra il “dentro”, chiuso protetto e familiare, e il “fuori”, aperto, imprevedibile e rischioso. Appena “fuori” le immagini sacre sembrano riprodursi simmetricamente sulle porte delle abitazioni vicine formando quasi una cintura protettiva che difende il quartiere o il borgo; poi, subito oltrepassata questa cintura, il ritmo delle esposizioni si allarga: ai confini dei campi. ai crocicchi, ai ponti, alle fontane, ai passi...quali tappe di pellegrinaggi reali, o ideali, tracciate lungo un cammino che da quotidiano e concreto si fa simbolico.

Tenuto conto che tra immagine sacra e il luogo della sua esposizione esiste un legame strettissimo, che non può essere sciolto con indifferenza, disponiamo la documentazione sulle edicole sia secondo le tipologie architettoniche, sia secondo la topologia dei luoghi scelti per l’esposizione:

 

 

La soglia di casa.

- Alla prima rampa di scale. -

- Nelle murature d’angolo.

I tabernacoli arborei.

I tabernacoli a frontale.

I tabernacoli lignei.

I passi.

I ponti.

Nei giardini.

Piccoli edifici a servizio agricolo

Pozzi e fontane.

Stalle e fienili

Maestà.

Nicchie

Pilastrini.