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| Fra le
molteplici forme assunte dalle microarchitetture espositive delle targhe devozionali ne esiste una, che definiamo "a frontale", particolarmente diffusa nellAppennino Tosco-Emiliano, si tratta di uno sviluppo della più semplice forma a nicchia e, come questultima, trova collocazione nelle parerti esterne delle stalle, dei fienili e soprattutto delle abitazioni. Di solito il lavoro è ricavato da un blocco monolitico di arenaria, al centro è scavato lo spazio in profondità per accogliere la targa in ceramica, attorno figurazioni simboliche o semplicemente decorative formano la cornice. |
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Il
profilo esterno del masso è tagliato su di una forma base rettangolare, qualche volta animata da motivi di centine, cimase o altre forme mistilinee. Linsieme ricorda quindi le immagini sacre alveolate in frontali preziosi, come se ne vedono in innumerevoli santuari. Sono tabernacoli che animano |
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Le figure sulla pietra traducono in nuovi significati antichi simboli apotropaici. Angeli e mascheroni, spirali solari e volute ioniche appaiono come segni ambivalenti di una metamorfosi culturale "in fieri". I rapporti simmetrici dominano la composizione dove lo scalpellino applica regole di proporzione tratte da un classicismo immemore e profondo, acquisito come dato naturale, nella prassi del suo tirocinio artigianale.
(cfr. bibliografia: M. CECCHETTI, 1982) |