San Cassiano Martire
di Imola


targa in maiolica dipinta
Imola
1784
Musei Comunali di Imola
(Musei)

CASSIAMO di Imola , santo, martire, maestro nell'arte dello scrivere rapido,
subì il martirio il 13 agosto, durante la persecuzione di Diocleziano
(24 febbraio 303 - 1 marzo 305) promulgata
con tre Editti nel corso dell'anno 303,
il primo dei quali ordinava la distruzione
dei luoghi di riunione e il rogo delle Scritture,
il secondo l'imprigionamento di tutti i capi delle comunità,
il terzo ogni genere di torture, anche illegali, per chi rifiutava di sacrificare.
Il corpo del Martire trovò sepoltura fuori della Città,
verso occidente, dove era già una vasta necropoli romana
(M
ANCINI, MANSUELLI, SUSINI: Imola nell'antichità - Roma, 1957).
Sulla sua tomba sorse presto una "aedes" che il poeta Prudenzio visitò
e descrisse nel carme IX del suo "Peristephanon":

Prudenzio riferisce che nel suo viaggio verso Roma,
nei primi anni del sec. V, si fermò a Forum Cornelii (Imola)
e potè venerarvi le spoglie del martire Cassiano,
racchiuse in un sarcofago, al di sopra del quale vide dipinte
immagini riproducenti alcuni episodi del martirio.
Dal racconto di Prudenzio si ricava che Cassiano era insegnante di
ars notaria
(corrispondente, circa, alla nostra stenografia)
e che, scoperto cristiano, era stato condannato
dal magistrato romano a una pena singolare,
quella cioè di essere ucciso dai suoi stessi scolari
con gli stiletti usati per incidere la cera delle loro tavolette.
Sulla prima sepoltura del Santo
, successivamente,
entro il secolo V , sorse una prima basilica.
Attorno alla basilica si sviluppò il centro dell'amministrazione ecclesiastica,
a dimora del Vescovo e la casa dei canonici,
e sorsero oratori, ospizi e case private.
Questo complesso di edifici, chiamato borgo o castello di S. Cassiano,
venne distrutto una prima volta dagli abitanti di Imola nel 1132
e definitivamente tra il 1174 e il 1187, in burrascose vicende.
La Cattedrale fu in seguito ricostruita insieme con la residenza del Vescovo
più verso la città, che si andava estendendo,
sul terreno detto il "Montale" donato al Vescovo Enrico
dalla Comunità con atto solenne del 3 luglio 1187.

(le notizie sono tratte da: Bibliotheca Sanctorum, Roma, 1963,
e da: Annuario della Diocesi di Imola per l'anno 2002).

Targa a rilievo da stampo
in maiolica policroma
Cooperativa Ceramica d'Imola
1920-30
Collezione privata