
CASSIAMO
di Imola , santo, martire, maestro nell'arte
dello scrivere rapido,
subì il martirio il 13 agosto, durante la
persecuzione di Diocleziano
(24 febbraio 303 - 1 marzo 305) promulgata
con tre Editti nel corso dell'anno 303,
il primo dei quali ordinava la distruzione
dei luoghi di riunione e il rogo delle Scritture,
il secondo l'imprigionamento di tutti i capi
delle comunità,
il terzo ogni genere di torture, anche illegali,
per chi rifiutava di sacrificare.
Il corpo del Martire trovò sepoltura fuori della
Città,
verso occidente, dove era già una vasta
necropoli romana
(MANCINI, MANSUELLI, SUSINI: Imola nell'antichità -
Roma, 1957).
Sulla sua tomba sorse presto una "aedes"
che il poeta Prudenzio visitò
e descrisse nel carme IX del suo "Peristephanon":
Prudenzio riferisce che nel suo viaggio verso
Roma,
nei primi anni del sec. V, si fermò a Forum
Cornelii (Imola)
e potè venerarvi le spoglie del martire Cassiano,
racchiuse in un sarcofago, al di sopra del quale
vide dipinte
immagini riproducenti alcuni episodi del martirio.
Dal racconto di Prudenzio si ricava che Cassiano
era insegnante di ars notaria
(corrispondente, circa, alla nostra stenografia)
e che, scoperto cristiano, era stato condannato
dal magistrato romano a una pena singolare,
quella cioè di essere ucciso dai suoi stessi
scolari
con gli stiletti usati per incidere la cera delle
loro tavolette.
Sulla prima sepoltura del Santo, successivamente,
entro il secolo V , sorse una prima basilica.
Attorno alla basilica si sviluppò il centro
dell'amministrazione ecclesiastica,
a dimora del Vescovo e la casa dei canonici,
e sorsero oratori, ospizi e case private.
Questo complesso di edifici, chiamato borgo o
castello di S. Cassiano,
venne distrutto una prima volta dagli abitanti di
Imola nel 1132
e definitivamente tra il 1174 e il 1187, in
burrascose vicende.
La Cattedrale fu in seguito ricostruita insieme
con la residenza del Vescovo
più verso la città, che si andava estendendo,
sul terreno detto il "Montale" donato
al Vescovo Enrico
dalla Comunità con atto solenne del 3 luglio
1187.
(le
notizie sono tratte da: Bibliotheca Sanctorum,
Roma, 1963,
e da: Annuario della Diocesi di Imola per l'anno
2002).

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