targhe, mattonelle, acquasantiere, piccole sculture

 

Uno sguardo dal cielo

Le Madonnine delle strade di Bologna
fotografate da Guglielmo Donini

dal 7 dicembre al 3 febbraio 2003
Salone del Casellario
Poste Italiane, Ufficio di Bologna Centro
Piazza Minghetti 4

Orari:
Dal lunedì al sabato: ore 08,00 - 18,30.
(chiuso nei giorni festivi)

  La mostra propone alcuni bellissimi ingrandimenti scelti fra le innumerevoli inquadrature messe a fuoco dall'obiettivo che Guglielmo Donini da più di trent'anni punta verso gli angoli dimenticati del paesaggio urbano bolognese.

Francesco Cavazzoni, agli inizi del lontano secolo XVII, disegnò con cura per raccoglierle nella sua “Corona di Grazie”, unite su alcuni libretti, tutte le immagini di Madonna esposte in tabernacoli lungo le vie di Bologna.
Dopo di lui nei secoli XVIII e XIX, altri devoti “collezionisti di immagini” realizzarono album con le riproduzioni incise di queste “Madonnine” bolognesi, alcuni di questi album o cartelle sono ancora conservati presso le biblioteche storiche della città.
Con l’avvento della fotografia è mutata la tecnica di riproduzione delle immagini, ma non è variato lo spirito di devoto collezionismo che ha animato altri bolognesi, attratti da queste familiari, e misteriose ad un tempo, immagini mariane.
Bisogna giungere al 1957 per poter leggere la prima pubblicazione sull’argomento, curata da padre Raule: I tabernacoli nelle nostre vie, in “Strenna Storica bolognese”.
Poi si sono susseguiti studiosi di storia locale, gruppi di ricerca culturale, gruppi di studio nelle classi scolastiche, che nel tempo si sono occupati individualmente e separatamente (anche se animati da un comune sentire) di queste sempre più fragili tracce della devozione popolare in Bologna.
Fra tutti questi il lavoro di Guglielmo Donini oggi si presenta di particolare pregio per la qualità delle riprese fotografiche che non solo è ottima dal punto di vista strettamente tecnico, ma possiede un quid in più che la passione disinteressata le ha conferito.
Ma soprattutto il censimento di Donini essendo stato condotto nell’arco degli ultimi trent’anni – che sono quelli del degrado – fornisce una documentazione preziosissima per chi volesse “pubblicare” questo patrimonio, dove per “pubblicazione” si intende non solo quella a stampa, ma qualsiasi altra forma di catalogazione o censimento pubblico che dia “visibilita” a questo prezioso e vulnerabile aspetto della storia di Bologna.
(M.C.)

 

Segni della pietà popolare. Testimonianze cristiane in territorio minerbiese. Archivio

 

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