Francesco Cavazzoni,
agli inizi del lontano secolo XVII, disegnò con
cura per raccoglierle nella sua Corona di
Grazie, unite su alcuni libretti, tutte le
immagini di Madonna esposte in tabernacoli lungo
le vie di Bologna.
Dopo di lui nei secoli XVIII e XIX, altri devoti
collezionisti di immagini
realizzarono album con le riproduzioni incise di
queste Madonnine bolognesi, alcuni di
questi album o cartelle sono ancora conservati
presso le biblioteche storiche della città.
Con lavvento della fotografia è mutata la
tecnica di riproduzione delle immagini, ma non è
variato lo spirito di devoto collezionismo che ha
animato altri bolognesi, attratti da queste
familiari, e misteriose ad un tempo, immagini
mariane.
Bisogna giungere al 1957 per poter leggere la
prima pubblicazione sullargomento, curata
da padre Raule: I tabernacoli nelle nostre vie,
in Strenna Storica bolognese.
Poi si sono susseguiti studiosi di storia locale,
gruppi di ricerca culturale, gruppi di studio
nelle classi scolastiche, che nel tempo si sono
occupati individualmente e separatamente (anche
se animati da un comune sentire) di queste sempre
più fragili tracce della devozione popolare in
Bologna.
Fra tutti questi il lavoro di Guglielmo Donini
oggi si presenta di particolare pregio per la
qualità delle riprese fotografiche che non solo
è ottima dal punto di vista strettamente
tecnico, ma possiede un quid in più che la
passione disinteressata le ha conferito.
Ma soprattutto il censimento di Donini essendo
stato condotto nellarco degli ultimi trentanni
che sono quelli del degrado
fornisce una documentazione preziosissima per chi
volesse pubblicare questo patrimonio,
dove per pubblicazione si intende non
solo quella a stampa, ma qualsiasi altra forma di
catalogazione o censimento pubblico che dia
visibilita a questo prezioso e
vulnerabile aspetto della storia di Bologna.
(M.C.)

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