Musei Comunali di Imola
Collezioni d'armi e ceramiche della Rocca Sforzesca

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La collezione di ceramiche devozionali dei Musei Comunali di Imola raccoglie esemplari provenienti dal territorio imolese, quasi tutti acquisiti dal 1920 al 1950.
Anche se composta di poco più di due decine di targhe si tratta di una raccolta di grande interesse per la storia della ceramica devozionale imolese.


Madonna con Bambino
(Da Benedetto da Maiano)
terracotta ingobbiata e graffita,
con policromia sotto vetrina
manifattura imolese, secondo decennio sec. XVII.


Madonna con Bambino
(da Benedetto da Maiano)
Terracotta ingobbiata, dipinta e invetriata
manifattura imolese, fine sec. XVII.

Quando, nei primi decenni del secolo XVII, in tutta la regione, prese sviluppo la grande produzione di targhe devozionali in ceramica, qualche bottega imolese rinfrescò alcuni antichi stampi già utilizzati da più di un secolo, anche in altre regioni, per riprodurre rilievi in terracotta e stucco, i cui originali erano stati ideati da maestri della scultura rinascimentale (come Benedetto da Maiano) esattamente per essere replicati a stampo.
Non disponendo - forse - di plasticatori della terracotta specializzati in "figura" fu così possibile rispondere alle richieste della committenza particolarmente interessata alle immagini devozionali, quando - a quelle date - il pericolo della peste suggeriva di porre segnali di protezione su ogni porta di casa.
A questi antichi rilievi i ceramisti imolesi aggiunsero di proprio la rustica freschezza del loro ingobbio graffito. Sono modelli che ebbero una fortuna grandissima e, replicati da più botteghe per tutti i secoli successivi fino ad oggi, testimoniano con le variazione dei decori i contatti con botteghe di aree limitrofe.



Martirio di San Cassiano
maiolica dipinta
Imola, datata 1784


San Giovanni Nepomuceno
maiolica dipinta
Imola; prima metà sec. XVIII

Due targhe in maiolica, una con il martirio di S. Cassiano e l' altra con S. Giovanni Nepomuceno, appartengono ad un genere raro e prezioso, attribuibile ad Imola per i caratteri ceramici, per i soggetti trattati che hanno perfette corrispondenze con i culti mariani e santorali del luogo e per la ristretta area della loro provenienza. Si tratta di lastre piane con cornice a rilievo, datate o databili dal primo quarto agli ultimi decenni del secolo XVIII, la cui freschezza e invenzione pittorica, pur nelle diverse mani riconoscibili, esprime una sorprendete autonomia dalla coeva produzione dominante della manifattura Ferniani di Faenza.

Sempre del '700 sono alcune nuove targhe plasticate, dedicate a culti locali, spesso ricavate a stampo da rilievi in altro materiale o da modelli bolognesi. Nella seconda metà dell '800 appare infine una ricca produzione a rilievo dovuta a plasticatori locali che ha dato vita sia a targhe in terracotta con policromia a freddo, sia a targhe con rivestimento in ceramica

Posti in innumerevoli edicole, pilastrini e nicchie le "Madonne" e i Santi della popolarissima produzione imolese ottocentesca hanno costellato di vivaci colori tutto il paesaggio emiliano-romagnolo.
M. C.

Santa Maria di Valverde
Terracotta,
con tracce di rivestimento monocromo a freddo.
Seconda metà sec. XVIII.
Manifattura imolese.


B.V. del Piratello
Terracotta con policromia a freddo.
Manifattura imolese, Seconda metà sec. XIX

S. Felice da Cantalice
Terracotta con policromia a freddo
Giuseppe Tozzi, 1860.
Catalogo: CARMEN RAVANELLI GUIDOTTI, Musei Civici di Imola. Le ceramiche, Bologna 1991.
C
ARLO MOSCHINI, Di alcune targhe devozionali dalle collezioni comunali di Imola, in "Ravennatensia", XVI, 1991, pp.327 - 343, ill.