M.I.C Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

Spetta a Gaetano Ballardini, primo direttore del M.I.C di Faenza, la scoperta critica del genere "targhe devozionali in ceramica". Sono dal1931 ( Bibliografia ) le sue prime e precoci pubblicazioni sull’argomento, dove grazie ad alcuni esemplari datati e firmati, per i quali fornisce decisi riscontri in documenti d’archivio, delinea alcuni passaggi fondamentali nella storia della ceramica in Faenza. In questi studi, attenti a tutti gli aspetti della storia locale, Ballardini fu affiancato da Antonio Corbara, che dal 1934 pubblicò sulla rivista "Faenza" ( bollettino del M.I.C) i risultati delle sue ricerche condotte nell’"agro" romagnolo ( Bibliografia ).
Spesso le pagine della "Faenza" hanno ospitato i fondamentali contributi dell’architetto faentino Mons. Antonio Savioli
( Bibliografia) che, in una più ampia ottica iconologica, diede forma al metodo di indagine a cui si sono ispirati, più o meno direttamente, tutti gli studi successivi.
Le targhe devozionali rimasero argomento privilegiato per il
M.I.C, e ad esse, nel 1984, il direttore Gian Carlo Bojani riservò il primo catalogo delle Collezioni.
La raccolta di targhe ceramiche devozionali emiliano romagnole del
M.I.C si compone di 194 esemplari (secoli XV – XX). Molto importante il corpus delle targhe faentine dipinte su lastra piana.
Targhe devozionali, bassorilievi e sculture a tuttotondo, lastre e mattonelle dipinte a soggetto sacro e acquasantiere, arricchiscono le varie sezioni del

M.I.C, con importanti esemplari di altre regioni.

Per le collezioni del M.I.C:
MARIA CECCHETTI, Targhe devozionali dell’Emilia Romagna (cat. n. 1), 1984, Cinisello Balsamo (Milano).
GIAN CARLO BOJANI, CARMEN RAVANELLI GUIDOTTI, ANGIOLO FANFANI, La donazione Galeazzo Cora, ceramiche dal Medioevo al XIX secolo, 1985, Milano, schede: 5 - 8, 23, 33 - 35, 39, 49, 53, 59, 66, 76, 142, 162, 237, 251, 253, 254, 262, 272, 273, 282, 283, 311, 327, 334, 343, 346, 349, 351, 353, 377, 402, 411, 445, 505, 512, 517, 556, 557, 579 - 582, 586, 654, 655, 685, 689, 690, 694, 695, 702 - 705, 747, 749, 750, 753, 763, 806,843.
MARIA CECCHETTI, Il diavolo e l’acqua santa, iconografie e forme delle acquasantiere in ceramica, in "Faenza", LXXII (1986), 1-2, pp.17 - 57, tavv. V - XXXVIII.
GRAZIA BISCONTI UGOLINI, Ceramiche pesaresi dal XVIII al XX secolo (cat. n. 3), 1986, Casalecchio di Reno (Bo), p. 150, fig. 149; p.158, figg. 168, 169; pp. 190 - 194, fig. 222 ( tav. XXVIII); pp.199, 200, figg..228, 229; p.202- 205, figg..233, 236; p.236, fig. 246; schede 51, 146.
CARMEN RAVANELLI GUIDOTTI, Donazione Paolo Mereghi, ceramiche europee ed orientali (cat. n. 4), 1987, Casalecchio di Reno (Bo), p.55, fig.11; schede 54, 81, 86, 104, 105, 116, 160, 162, 163.
CAROLA FIOCCO, GABRIELLA GHERARDI, Ceramiche umbre dal Medioevo allo storicismo (cat. n. 5), 1989, Faenza, pp.82-88, fig. 36, 42, 44; pp.93- 97, figg 52, 54; p.133, fig.88; pp. 139 - 161, figg.92 - 95, 98, 100 - 103, 107; pp.418 - 421, figg. 120- 122; pp.424, 426, figg.131, 132; p.433, fig.143; pp.467- 470, fig.152; pp.476 - 482, figg.163, 164; schede 146, 236, 237, 263, 269, 272 - 274, 278 - 280, 284 - 287, 314, 318, 319, 325-333, 335, 337- 340, 343, 344, 346, 348 - 350, 378, 443, 458; tavv. XX, XXI, XXIV, XXIX, XXXIII, XXXIV, XLI, XLV, LV.
C
ARMEN
RAVANELLI GUIDOTTI, La donazione Angiolo Fanfani, Ceramiche dal Medioevo al XX secolo, 1990, Faenza, schede: 23, 24, 30, 34, 39, 41, 44 - 46, 76, 80, 94, 95, 100, 120, 123, 126, 127, 128, 152, 153.
MARIA CECCHETTI, Targhe devozionali dell’Emilia Romagna , edizione 2000, Faenza.
SAVERIO PANSINI, Ceramiche pugliesi dal XVII al XX secolo (cat. n. 12), 2001, Faenza, pp.73- 78 ( ill.), pp. 86 - 90 ( ill.), pp.102 - 124 ( ill.), pp.127 - 131 (iil), pp.167 - 171 ( ill.), p.199, 211 (ill.); schede: 17, 19, 23, 24, 35, 62 - 65, 107, 261 -268; tavv. a pp. 222, 226.

 

 

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